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Ciceri e tria

Specificità:

Ricetta tipica di tutto il Salento che si ritrova, per esempio, nelle “mattre” o “Tavole di San Giuseppe” in occasione delle tavolate imbandite per devozione per la festa del Santo. I “ciciri e tria” sono ceci e tagliatelle. La pasta è anche chiamata “massa” con riferimento all’impasto di farina di grano di semola di grano duro impastata con acqua, dalla quale poi si tagliano le strisce strette e lunghe.

Si cucina in grandi quantità e viene tenuta al caldo nei «limmi» (recipienti di terracotta).

Oggi è una tradizione, ma ai tempi di vacche magre diventava una necessità. Quando la fame era alla portata di tutti, o quasi, i bambini non vedevano l’ora che questo giorno arrivasse per poter, finalmente, abbuffarsi e gustare un pasto decente. Giravano per il paese con un pentolino e un cucchiaio, facendo baccano e cantando. Andavano di casa in casa per farsi riempire

le scodelle.

 

Preparazione:

La sera prima lasciate a bagno i ceci. Il giorno seguente, dopo averli sciacquati, fateli cuocere a fuoco lento in una pentola coperti completamente di acqua in cui avrete messo le foglie di alloro e che avrete regolato di sale.

Fate cuocere in abbondante acqua, in cui avrete aggiunto i gambi di sedano e regolato di sale, solo 250 grammi di tria: il resto della pasta, invece, dovete friggerla in olio fino a che diventa di color ambra, scolatela e quindi tenetela da parte.

In un capiente tegame fate soffriggere della cipolla tritata finemente, unite la pasta fritta, la pasta bollita che avrete appena scolato e la zuppa di ceci. Mescolate bene il tutto,

attendete un paio di minuti e servite ben caldo.

 

Ingredienti per 4 persone:

300 g di tria

n. 2 gambi di sedano

n. 1 cipolla bianca

q.b. sale

250 g di ceci

n. 3 foglie di alloro

q.b. olio extravergine di oliva