Area Utenti

Itinerari

Il cuore del Primitivo

Un susseguirsi di scogliere frastagliate, di borghi sul mare, di muretti a secco che fanno da cornice ad uliveti secolari e masserie storiche: il cuore pulsante della Puglia si tinge di rosso, come il Primitivo di Manduria.

Sulle tracce di questo indiscusso protagonista di tutte le tavole italiane ed estere, scopriamo luoghi di incontro di un tempo e di oggi, profumi mediterranei e il gusto di questo vino che conquista ogni palato.

Da sempre crocevia di popoli che si sono susseguiti nel corso della storia, questa terra ha saputo tramandare nei secoli e valorizzare nelle generazioni l’amore per la tradizione del gusto, che coniuga abilmente in ogni sua eccellenza, regalandoci un vino secondo a nessuno.

Provenendo da Taranto (ovest) si lascia la litoranea per dirigersi verso Lizzano, dove si può approfittare per una visita al centro storico, ricco di chiese e monumenti.

Nel cuore del Salento e sul circuito delle Strade del Vino si trova un buon numero di cantine dove poter degustare e acquistare il Primitivo di Manduria. Gli appassionati di enoturismo potranno apprezzare le antiche pratiche contadine e le moderne tecniche di vinificazione anche grazie a dei tour nei vigneti che le varie aziende del luogo propongono per favorire la conoscenza del territorio.

La campagna circostante invita al racconto di storie di briganti e rifugi segreti (da visitare nelle vicinanze il curioso “trullo del brigante Pizzichicchio”), magari approfittando di un bel giro in bici lungo l’itinerario delle chiese rurali (38 km in tutto, ma si può scegliere di fare tratti più piccoli), che passa proprio da Lizzano, Sava e Torricella, regalandoci tesori storici come le chiese rurali e le grotte rupestri tra religione e culto della mitologia.

Si prosegue in direzione di Torricella lungo la strada degli uliveti monumentali (c’è anche un itinerario segnalato) sempre seguendo il profumo del Primitivo, che in questa parte si confonde con quello del mare. Tra vigneti, macchia mediterranea e acque cristalline, sarete accolti nell’atmosfera calda e familiare delle masserie che incontrerete lungo il cammino, coccolati dalle prelibatezze della cucina locale.

Spostandoci sulla fascia costiera tra Maruggio e San Pietro in Bevagna, fino ad arrivare nella città di Avetrana, approfittiamo per una full immersion tra i profumi dell’itinerario della macchia mediterranea (31 km). Appassionati di trekking e mountain bike: è l’occasione adatta per un giro su questo percorso tra le millenarie dune joniche!

Qui troviamo tesori come Torre Colimena, la Salina dei Monaci e la Palude del Conte. La Riserva naturale regionale del Litorale Tarantino orientale è costituito da spiaggia e dune e si estende per circa 3km, regalando agli occhi un raro spettacolo di molte specie migratorie nella zona palustre, tra le canne, i giunchi e le orchidee selvatiche. In questi luoghi si snoda l’itinerario delle aree naturalistiche, un percorso lungo 37 km che attraversa aree di rara bellezza, tanto aspre quanto dolci, lambite dalle acque cristalline e profumate dalla vegetazione mediterranea.

Salendo verso Avetrana incontriamo una rosa di itinerari da poter effettuare che ci lascia solo l’imbarazzo della scelta: dall’itinerario equestre (che va da Avetrana a Oria), all’itinerario dei boschi, compreso nel territorio da Avetrana a Erchie e fino a Manduria, per un percorso lungo 44 km (fattibile in auto, in bici o, in alcuni tratti, a piedi) che riscopre foreste, boschi storici e aree archeologiche.

Altro percorso molto interessante è l’itinerario degli alberelli del Primitivo, lungo 16 km (bici o trekking) che va da Avetrana fino a Manduria, attraversando i luoghi di una delle attività che maggiormente rappresentano questo territorio. Noi vi consigliamo di percorrerlo in bici per rendere il viaggio ancora più speciale, alla scoperta delle coltivazioni di questo alberello che racconta la storia e la tradizione popolare.

Un aneddoto molto simpatico sulla coltivazione dell’alberello del Primitivo narra che un contadino, andato nel suo vigneto con l’asino e legato l’asino a un palo, iniziò a lavorare nella vigna. L’asino, riuscito a sciogliersi, entrò nel vigneto e iniziò a mordere un tralcio di vite fino a spezzarlo. Il contadino si infuriò, ma l’anno dopo notò che quel tralcio spezzato aveva avuto una crescita migliore degli altri, e quindi prese spunto dall’asino per la potatura degli alberelli del Primitivo.

Proseguendo verso nord ci fermiamo a Erchie, un piccolo borgo dal fascino antico che deve il suo nome a Ercole: qui i Messapi infatti vollero creare un luogo di culto proprio in suo onore. Con il Santuario di Santa Lucia e con il suo rinomato Palazzo Ducale, Erchie raccoglie numerosi monumenti e testimonianze di carattere storico e religioso.

Erchie, Lizzano, Fragagnano, Sava e San Marzano di San Giuseppe sono rinomati e conosciuti a livello locale e oltre per le celebri Mattre di San Giuseppe, delle cerimonie di antichissima origine che rientrano nei riti propiziatori e nel culto pagano. Le Mattre di San Giuseppe si celebrano normalmente il giorno di San Giuseppe (19 marzo) e il loro significato nella tradizione popolare era garantire, nei giorni che precedevano l’arrivo della primavera, un buon raccolto auspicando appunto il risveglio della natura. Il termine mattra deriva dal greco dialettale e indica una cassa di legno che serviva un tempo a impastare la farina per fare il pane. In questi giorni di festa le mattre vengono imbandite con i piatti tradizionali, che in origine venivano offerti dalle famiglie più benestanti del paese a quelle più povere.

Sulle tracce dell’itinerario enogastronomico arriviamo a Torre Santa Susanna, nella parte nord orientale del nostro percorso, incrociando anche l’itinerario dell’alto medioevo (43 km da percorrere in auto o in bici, nel quadrilatero dei comuni di Erchie, Torre Santa Susanna, Oria e Manduria). Nonostante le poche testimonianze rimaste nei giorni nostri, questo percorso è scandito da chiese rurali e grotte rupestri lungo il suo cammino.

Sul territorio troviamo aziende agricole e masserie che tramandano le loro produzioni di generazione in generazione con innovazione, ma sempre nel rispetto delle tradizioni, raccontando agli appassionati e amanti del vino la loro storia attraverso percorso enogastronomici e degustazioni in cantina.

Continuiamo il nostro percorso verso nord ovest, arriviamo nella città di Oria, altro importante centro messapico, con il suo grazioso centro storico ricco di monumenti, testimonianze storiche e botteghe artigiane. Da qui possiamo partire alla scoperta dell’itinerario del pellegrinaggio e delle perdonanze, lungo 17 km (bici, auto, alcuni tratti a piedi), interessante percorso che ci racconta le “perdonanze di Oria”, storie di pastori e massari che conducevano a benedire le loro greggi, e le “perdonanze di Manduria”, che narrano le penitenze di San Pietro sul fiume Bevagna (Chidro) per guadagnare le indulgenze plenarie.

Scendiamo un po’ a sud e arriviamo a Manduria, città dalle antiche origini e importante centro già in epoca messapica, nonché cuore pulsante del Primitivo. Luogo di incontro di popoli sia di ieri che di oggi, questa città offre numerosi spunti per assaporare i prodotti della sua terra a 360 gradi: dall’oro di Puglia, l’olio, che nei secoli tramanda le tecniche di produzione di padre in figlio, all’oro rosso, il Primitivo di Manduria, espressione alta della buona tavola mediterranea, fino ad arrivare ad altre produzioni eccellenti locali, come i legumi, i cereali, i latticini e gli ortaggi.

La storia del Vino Primitivo affonda le sue radici nella notte dei tempi. Arrivato in Puglia con molta probabilità dall’altra sponda dell’Adriatico grazie al popolo degli Illiri (un popolo balcano che coltivava la vite), questo vitigno iniziò a essere coltivato e commercializzato in tutta l’area del Mediterraneo dai Fenici. Plinio il vecchio e molti altri scrittori romani definirono Manduria una città viticulosa, cioè piena di vigne.

Una visita al Museo della Civiltà del Vino Primitivo a Manduria è un vero e proprio viaggio nella tradizione e nella storia di questo prezioso vitigno millenario. Sotto le ottocentesche volte “a stella”, si è subito inebriati dal profumo, e si prosegue verso le cisterne ipogee dove sono custoditi gli attrezzi di lavoro dei contadini di un tempo, e oggetti come torchi e macchinari che testimoniano l’evoluzione della tecnologia utilizzata nella vinificazione e nell’enologia.

Un soggiorno che vale la pena prolungare per poter visitare tanti altri luoghi interessanti, come ad esempio il centro storico di Manduria, con il suo dedalo di stradine strette che convergono nella suggestiva piazza Garibaldi, da sempre ritrovo di contadini e agricoltori un tempo, e ancor oggi punto di incontro dove poter scambiare idee magari seduti in un bar della zona sorseggiando un buon bicchiere di Primitivo.

Molto interessante una visita alla contrada Bagnolo, un itinerario che riunisce in sé elementi di carattere paesaggistico fondamentali delle Terre del Primitivo. Qui si impara a riconoscere le varie tecniche di coltivazione dell’alberello del Primitivo, passeggiando tra vigneti e uliveti lungo i caratteristici muretti a secco fino ad arrivare nella parte più in alto, le famose “serre”, da cui si riesce a scorgere una striscia blu di mare.

L’occasione è buona per una sosta in una delle tante masserie dei dintorni, che non sono semplicemente luoghi di vacanza, ma anche di incontro e di ospitalità (e in Puglia sono davvero esperti di ospitalità), dove si respira l’aria e il calore di casa, dove si può trascorrere un pomeriggio ad imparare l’arte della cucina locale, oppure perdersi tra i profumi del mirto e della macchia mediterranea passeggiando per le stradine di campagna. Al rientro niente di meglio che vivere la magia della buona tavola e del convivium gustando i prodotti delle masserie, il tempo è scandito unicamente dall’aria profumata e da un’atmosfera di totale relax.

Qualunque sia il percorso che attraversa i comuni delle terre del Vino Primitivo, e qualunque sia la destinazione scelta, la magia del viaggio sarà sempre unica e ricca di emozioni!

 

Lunghezza complessiva: 92 km.

Tipo di percorrenza: automobile o bicicletta.

Periodo consigliato: tutto l'anno, ad eccezione del mese di agosto, che è il mese più caldo.

English Version
Condividi